di Giovanni Mencarini – 1991

Sono passate molte avventure e vicende vissute assie­me ad altri scouts da quella prima mitica riunione tenu­ta dal Cecco (Francesco Cenci) nell’oratorio di S. Francesco, durante la quale noi ragazzi, increduli, stavamo ad ascoltare cosa fosse la grande famiglia scout. Fu quasi per gioco che i nostri spiriti bollenti rimasero incantati e portati fino a voler intraprendere questa stupenda avventura. Così, a seguito di quella prima riunione, nacque la prima Sede, proprio nell’atrio dell’oratorio, che però fu tenuta per poco tempo.

I primi novizi, Giovanni Mencarini, Amedeo Cozzi, PierGiorgio Tacconi, Alberto Battistoni, Roberto Pinna e Alessandro Garresi, con l’aiuto di Paolo N. e del Cecco, trovarono una sistemazione dall’amico Don Renato Tacconi e, armati di buona volontà, cominciarono ad eseguire lavori di muratura, imbiancatura e fu rifatto l’impianto elettrico.

Si cominciò col prendere contatto con altri gruppi scouts e la prima vera esperienza di metodo scout si tenne a Vada, dove ci furono le prime promesse, fra cui anche quella di Don Antonio, il futuro “Baloo”.

Poco tempo dopo il Cecco parte alla volta di Messina per servire la Patria. Era il 1969 ed il branco delle “Vecchie Mura”, da poco costituito e guidato da “Akela”, Roberto Pinna, faceva il Campo estivo a S.Egidio assieme ai “lupetti” di Perugia. Fu il primo campo tenuto insieme ad un altro gruppo scout. Nel 1970, mentre si costituiva il “Reparto Piergiorgio Frassati”, il “Clan La Bruschettà” firmava a Farneta la prima Carta di Clan. Nell’estate si tenne a Sepoltaglia il “Campo della Lucciola”, a cui partecipò anche il grup­po Monza 1°.

Memorabile fu il Grande Gioco che vide scontrarsi Romani e Cartaginesi. Il campo fu una vera e concreta esperienza di vita e, fra difficoltà di ogni genere, fu portato a termine in modo utile per tutti. In questi anni ci fu il tentativo di costituire una squa­driglia “libera” a Terontola.

Furono giorni ricchi di entusiasmo ma ben presto, accertici delle difficoltà e dell’impegno che ciò comportava, fummo costretti ad abbandonare il progetto. Nel 1971, al Jamboree regionale tenutosi a Firenze, il Reparto si classificò primo assoluto nell’attività di “Espressione” con la scenetta intitolata “II fantasma del Girifalco”.

Il reparto era così composto: Capo Reparto Mencarini Giovanni, Assistente Ecclesiastico Don Antonio, gli esploratori erano Fabio Comanducci, Fabrizio Valli, Fa­bio Giuffrida, Maurizio Pinna, Mauro Luni, Giancarlo Cacini, Riccardo Tacconi, Francesco Pompili, e Fabrizio Salvicchi. Fu in quell’anno la drammatica esperienza di “Honolulu” (il Moro) che durante un gioco cadde in uè pozzo. Questo avvenimento viene tuttora ricordato, perché, credetemi, Qualcuno ci protegge.

Il Campo Estivo del 1971 si tenne a Montemignaio as sieme al gruppo dell’Arezzo IV. Il fuoco di bivacco ven ne fatto nella piazza del paese, assieme alla cittadinan za ed ebbe un grande successo. Fu rappresentata la scenetta del malato che si doveva operare. Questi gli interpreti: Giovannino nella parte del malato. Don Antonio l’anestesista, Cecco il chirurgo, Buddha e Pinna gli assistenti. Venne utilizzata pomarola in gran quantità con il divertimento di tutti.

Con il passare degli anni ci furono altri spostamenti di Sede, perché si diventava sempre più numerosi. E così il Clan si trasferì nella cosiddetta “casina di Santa Margherita”, nei campi sottostanti il piazzale del santuario. Armati di buona volontà Sandro, Ademaro, Phao, Hati, Fabio, Cica, Honolulu e Peo, cominciarono la ristrutturazione.

Furono giornate di intenso lavoro. Si portò fuori molta terra e sassi e le mani si riempirono di vesciche. Ci scap­pò anche l’infortunio al ginocchio del nostro Baloo. Con la mia macchina trasformata in trattore e con l’ape di Gino, riuscimmo a far piazza pulita di tutto il materiale tolto.

Nel 1972, Civitella, stupenda cittadina della nostra vallata, accolse le nostre grida e i nostri giochi. Il 1973 fu l’anno del “Campo della Fraternità” a Lubriano con l’epico assalto della vecchia Civita , la “città che muore”.

Nel 1974 Sestine ci fece vivere il “Campo della Riconciliazione”.

Nel 1975 i lupetti e le coccinelle campeggiarono a Casa al Vento e gli esploratori a Pontenano.

Certamente in tutti questi anni, di cose belle, anzi bellissime, ne sono successe molte: quei ragazzi che cominciarono nel lontano 1965-67, oggi sono divenuti capi scoprendo che lo scoutismo non è una scienza astrusa o diffìcile, ma piuttosto un gioco pieno di allegria, pieno di valori ed occasioni di crescita. Oggi si dice spesso che ai giovani manca un ambiente giusto per crescere; noi abbiamo creato un “ambiente”, lo scoutismo, a misura dei ragazzi, dove si può vivere all’aria aperta, ricercando la felicità ed “imparando” la gioia di essere utili agli altri.