Caro Don Antonio o meglio Dona come spesso ti chiamavamo, perdonami se oggi non posso essere qui presente e salutarti per l’ultima volta ma tu sai il perchè.

Ieri quando ho appreso della tua scomparsa è stato difficile accettare il fatto che non ti avrei più rivisto, E cosi in un lampo mi sono tornati alla mente  i 30 anni di momenti indimenticabili trascorsi assieme.

La promessa ai lupetti nella chiesina di Pierle località che assieme all’Eremo di Sant’ Egidio per me e molte persone oggi presenti sono stati luoghi di ritrovo e svago fantastici, lontani da posti virtuali come face book, dagli squallidi centri commerciali e dai cinema multi sala di oggi, poi la promessa al reparto e la prima Comunione, i campi estivi, quelli invernali, i San Giorgio  i fuochi di bivacco, le messe all’aperto in mezzo ai boschi i carnevali scout, i pernottamenti, li ho rivisti passare di fronte a me uno ad uno.

Hai saputo regalarmi la vera felicità cosi tanto difficile da trovare di questi tempi e a darmi grandi insegnamenti di vita, la semplicità e l’amore verso il prossimo primi fra tutti che non sono altro che l’amore verso Dio, il sapersi concedere agli altri gratuitamente senza avere niente in cambio, proprio come hai fatto tu per una vita intera fino alla fine.

Avevi la capacità di tirare fuori dalle persone solo la parte migliore  che c’era in loro, e quella frase che non ti stancavi mai di ripetere “ del nostro meglio” che riecheggia spesso in me e mi accompagna ogni giorno della vita.

Sei stato per i ragazzi della mia età, quelli più grandi e quelli più piccoli un punto di riferimento insostituibile.

Tra i tanti ricordi ne ho uno in particolare a dimostrazione di chi eri veramente:

La porta della tua casa di San Cristoforo era sempre aperta, c’era sempre la chiave nella serratura e quando io od altri suonavamo tirando la corda della campanella  per scrupolo ed educazione tu venivi ad aprire e dicevi:_ era chiuso che avete suonato? E tu eri sempre li pronto a ricevere tutti qualsiasi fosse l’ora pronto ad ascoltarmi e a sorreggermi e ad indicarmi la strada quando ne ho avuto bisogno.

Ci accoglievi con un bicchierino di Vin Santo che solo tu avevi.

Sei stato un grande maestro di vita, farò tesoro dei tuoi insegnamenti e di tutti i valori scout che tu sei stato in grado di trasmettermi e  che mi hanno aiutato ad affrontare anche le prove più difficili che la vita mi ha riservato, .Chissà se non ti avessi conosciuto come sarei oggi? Chissà come sarebbe Cortona oggi? Tramite gli Scout quante coppie hai fatto conoscere e sposare e quanti figli poi sono nati, quante amicizie hai creato, hai saputo fare del poggio, San Cristoforo il punto di ritrovo di intere generazioni e Vada? Hai fatto conoscere il mare anche a chi tanti anni fa non  aveva la possibilità di andarci, poi è diventata la località di vacanza di tutti, Vada è stata per innumerevoli anni la residenza estiva dei Cortonesi, si lasciava  il posto agli americani e si andava a Vada.

Ma tutto questo non rimarrà solo un ricordo, tutto continuerà a vivere assieme a te perchè le persone  grandi e tu lo sei stato veramente, non se ne vanno mai rimangono presenti per chi c’è adesso e nei racconti di chi verrà dopo poiché ognuno di noi avrà qualcosa da raccontare di te a qualcuno.

Avevo  ancora tante cose da dirti e avevo ancora necessità di ricevere i tuoi consigli, il nostro rapporto si è solo momentaneamente interrotto  so con assoluta certezza che prima  o poi quando Dio vorrà ci rincontreremo e sarà un grande giorno, nel frattempo quando vedrò un cielo stellato o un bel tramonto penserò di guardarlo assieme a te come tante volte abbiamo fatto.

Caro Dona grazie di cuore per tutto quello che hai fatto per me e per gli altri, dall’alto veglia su di noi, che abbiamo ancora tanto bisogno di te.

Ti saluto con la strofa di quella canzone che tanto ti piaceva e che sono sicuro oggi ti canteranno: “Il ritmo dei passi ci accompagnerà la verso gli orizzonti lontani si va”.

Lorenzo P.