DSC_0570Essendo stato sfidato da Carlo Maria Cavalli, grande arciere cortonese, il nostro caro reparto, che non ha potuto rifiutare la sfida, si è impersonato in Robin Hood o Katniss Everdeen la ragazza di fuoco per un pernottamento.

Così, arrivato la vigilia del gran giorno della sfida, da bravi artigiani abbiamo costruito archi, frecce, faretre e perfino i bersagli che ci sarebbero serviti il giorno dopo. Ogni squadriglia la sera si è guadagnata il proprio occorrente (un arco, una faretra e tre frecce) con una caccia al tesoro notturna per il giardino della casa delle suore a Pergo.

Impresa-Tiro-Arco-063Il mattino seguente siamo andati a Montecchio Vesponi a imparare a tenere un arco in mano visto che ancora non avevamo provato a scoccare veramente una freccia. Abbiamo pure scoperto che per sapere se si è un arciere mancino o destrorso lo si scopre non dalla mano con cui si scrive ma dall’occhio che domina la vista! Questo perché al contrario di altri sport dove c’è bisogno di mira per prenderla si tengono entrambi gli occhi aperti ed uno solo. Anche se abbiamo potuto verificare che la mira non conta tanto quanto l’impostazione del corpo.

Alla fine dell’allenamento ci siamo sfidati tra noi: Aquile e Gabbiani contro Aironi e Lupi. Sono state queste ultime due squadriglie ad aggiudicarsi la vittoria (con un buonissimo vantaggio, OVVIAMENTE 😉 ).

E così abbiamo costruito le armi, ce le siamo guadagnate, ci siamo allenati e siamo pronti per la sfida contro Carlo Maria. Abbiamo vinto noi! Per merito in particolare della squadriglia Aquile che sono arrivati primi!

È stata un’impresa divertente, ganza, affrontata con entusiasmo e siamo riusciti a vincere la sfida! Cosa potevamo chiedere di più?

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