18 Aprile 2015

Il 18 Aprile, siamo andati ad Arezzo con il branco. Il luogo di ritrovo era alla stazione ferroviaria si Camucia alle 15.00 con il biglietto già pronto perché ad Arezzo ci siamo andati in treno. Quando è arrivato il treno bo iniziato ad agitarmi mentre i nostri genitori ci salutavano. Quando mi sono seduto, bagheera mi ha chiamato per intervistare una persona sul significato della parola “coraggio”.

Questa persona ha iniziato a parlare di un signore che si chiamava Giovanni delle Bande Nere che era stato un valoroso combattente. Poi mi ha raccontato di un’altra persona che nel 1915 che andò a fare il militare e fu chiamato per combattere la prima guerra mondiale che combattè con coraggio e durante un bombardamento rimase ferito. Il signore che ho intervistato si chiamava Lorenzo e mi ha detto che per lui avere coraggio significa essere altruista.

Quando siamo usciti dal treno ci siamo recati in una piazza (Piazza S.Jacopo) dove abbiamo continuato a fare interviste ai passanti su cosa significasse per loro avere coraggio. Abbiamo intervistato tantissime persone che hanno risposto tutti con cose diverse.

Un nostro fratellino che sta cacciando per conquistare la specialità di guida (Antonio), leggendo una piantina di Arezzo, insieme anche a Riccardo (anche lui vuol conquistare la stessa specialità), ci hanno portati in Piazza Guido Monaco dove tutti i clan della provincia raccontavano la loro esperienza alla route nazionale, alla quale hanno partecipato l’estate scorsa con altri 30.000 scout provenienti da tutta Italia. Il clan del gruppo Casentino 1 ci hanno detto che per la loro azione di coraggio, si sono impegnai a andare nell’Arno per raccogliere i rifiuti. I componenti del clan dell’Arezzo 14 invece sono andati a visitare il carcere di Arezzo. Gli scout dell’Arezzo 7, al contrario, hanno deciso di fare un “dopo cresima”, cioè un cammino di fede con i ragazzi, che dopo la cresima, non volevano più far parte dell’oratorio. Infine i rover e le scolte del gruppo Cortona 1 hanno deciso di prendere la strada del ‘coraggio di amare’, andando a fare dei lavori e dei giochi sulle relazioni ai bambini delle scuole elementari. Ogni clan in diversi luoghi della piazza, aveva preparato o organizzato qualcosa. L’Arezzo 8 , per esempio, come azione di coraggio avevano scelto di organizzare un torneo di calcetto nella loro parrocchia fra gli stranieri, per far si che i ragazzi si conoscessero meglio fra loro. Il Val Tiberina 1 invece ha scelto di fare un lavoro sul ‘coraggio di farsi ultimi’. E il gruppo Arezzo 2 ha fatto servizio a tutti gli scout che hanno partecipato a questa iniziativa. Mi sono molto divertito anche se ho avuto paura che qualcuno mi mandasse a casa.

Francesco Monaldi